
Per curare questa malattia, che ha un’incidenza di un caso su 10mila tra i 20 e i 55 anni, ma può arrivare anche a un caso su mille se si considerano piccole zone colpite che il paziente non ha magari percepito, esistono nuove armi di cui si è discusso a “Macula Today” promosso da Macula & Genoma Foundation Onlus. “Nei pazienti predisposti allo stress si producono quantità elevate di catecolamine, dei neurotrasmettitori, e cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress. Questo genera un’alterazione della permeabilità dei vasi sanguigni sottoretinici con successiva fuoriuscita di liquido. A questo punto il paziente vede immagini appannate, vi è una perdita di sensibilità nel contrasto dei colori e una visione distorta”, spiega Andrea Cusumano Presidente di Macula & Genoma Foundation onlus.
“Fino a qualche tempo fa non c’era terapia; o vi era una guarigione spontanea o niente. Ultimamente abbiamo una terapia mirata che si chiama fotodinamica a bassa fluenza e permette di risolvere quasi sempre in maniera definitiva questa patologia”, aggiunge, spiegando che “al convegno è stato presentato anche un laser di nuova generazione elaborato a Stanford che permette di eliminare le cellule retiniche colpite, e potrebbe essere una possibile alternativa terapeutica”. “Anche l’uso del cortisone (pomate, compresse, iniezioni, inalatori, spray e colliri) – ricorda inoltre l’esperto – può in persone predisposte scatenare la malattia”.
